Truth is in "the discarding of words", it lies "outside words".

~ Yasunari Kawabata ~

 

vintage-juene-femme:

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Alessandra Mussolini.

Alessandra Mussolini (born 30 December 1962) is an Italian politician, the granddaughter of Benito Mussolini, and a former actress and model. She has been a member of the Italian Senate since 2013, was elected for The People of Freedom which later became part of Forza Italia, and since 2014 has been a Member of the European Parliament for FI.

Vintage-jeune-femme.

Carlo Calenda, il ministro del millenovecento

toscanoirriverente:

La lotta all’impiattamento culturale ha appena ricevuto uno stimolo da una vicenda italiana , apparentemente irrilevante, che riguarda uno dei personaggi piu’ impiattati della scena italiana: l’ex ministro Carlo Calenda. E sia chiaro: anche se tutto si e’ aperto con una polemica sui videogiochi, non parlero’ dei videogiochi. (…)

Quando parlo con i grandi fan di Calenda, mi scopro sempre a discutere del fatto che rispetto a Di Maio Calenda fosse un gigante delle politiche industriali. Questo e’ vero: ma rispetto a Di Maio, anche Bombolo e’ un gigante delle politiche industriali, quindi non fa testo. Se per diventare dei giganti della politica industriale tutto quello che devi fare e’ superare Di Maio… questo e’ barare.

Carlo Calenda sarebbe un buon ministro del MISE se fossimo nel 1995. Ma qui si sta parlando di altro.

(…) Un ministro mediocre, sicuramente adatto al novecento e a tutti i problemi del novecento, che in qualche modo sa che sta arrivando Industria 4.0, ma non ha capito bene come si costruisce questa cosa. E siccome non sa quanto datacentrica sia, non capisce che le PMI italiane sono troppo piccole, tranne forse un percentile10 , per essere competitive.

Ma ve lo impiattano cosi’ bene, che alla fine finite per crederci.

E state guardando il declino delle PMI senza nemmeno capire cosa vi sta succedendo. Ma sia chiaro, la cremina sul bordo del piatto era fantastica.

E’ l’era dell’impiattamento, e Calenda e’ un ottimo esempio di ministro impiattato .

Il ministro Bussetti ha rimosso dal suo incarico il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana

scarligamerluss:

Roberto Battiston ha annunciato di essere stato rimosso dal suo incarico di presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e di averlo appreso “con sorpresa”, in una comunicazione fatta dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Battiston ha scritto in un tweet che la decisione è “il primo spoil system di Ente di Ricerca”, sostenendo che sia avvenuta per ragioni politiche. Battiston era presidente dell’ASI dal 2014 e lo scorso maggio il suo mandato era stato rinnovato dal precedente governo fino al 2022.

La sostituzione di Battiston è avvenuta dopo mesi di incertezze per l’ASI. Durante l’estate il nuovo governo non aveva rinnovato il consiglio di amministrazione dell’Agenzia, bloccandone di fatto buona parte delle attività. A luglio presso la presidenza del Consiglio era stato inoltre istituto un “Comitato interministeriale per le politiche spaziali”, dal quale era stato escluso proprio Battiston, allora presidente dell’ASI. Il coordinamento del comitato era stato affidato al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, che fa parte della Lega come il ministro Bussetti ed è noto per essere il braccio destro di Matteo Salvini.

Il viceministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti (M5S), ha scritto su Twitter di non essere stato avvisato della decisione di Bussetti, con toni piuttosto polemici, e di averla appresa anche lui dal tweet di Battiston.

La decisione della Lega, insomma, non sarebbe stata quindi condivisa con gli alleati del Movimento 5 Stelle. Secondo fonti consultate dal Fatto, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) non avrebbe ritenuto valida la riconferma di Battiston decisa a inizio maggio da Valeria Fedeli, all’epoca ancora ministra, perché in attesa della formazione di un nuovo governo il ministero si sarebbe dovuto occupare solamente dell’ordinaria amministrazione e non delle nomine.

scarligamerluss:
“ Sia gli accordi di Monaco che il patto Molotov-Ribbentrop avevano l’obiettivo di scongiurare un conflitto. Ma non servirono allo scopo perché nel settembre del 1939 Hitler avrebbe invaso la Cecoslovacchia e 22 giugno 1941 avrebbe...

scarligamerluss:

Sia gli accordi di Monaco che il patto Molotov-Ribbentrop avevano l’obiettivo di scongiurare un conflitto. Ma non servirono allo scopo perché nel settembre del 1939 Hitler avrebbe invaso la Cecoslovacchia e 22 giugno 1941 avrebbe invaso l’Unione Sovietica. L’idea di un accordo con Hitler non fu certo salutato all’epoca con entusiasmo anzi fu fortemente criticato da molte parti proprio perché era nota la persecuzione antisemita in atto in Germania, non bisogna dimenticare che all’epoca il Partito Comunista sovietico aveva molti ebrei nei suoi ranghi (si pensi ad esempio a Lev Trockij). La cosa interessante però è che da nessuna parte nell’accordotra Germania e URSS si parla della consegna di cittadini ebrei ai tedeschi. Anzi, si potrebbe arguire che accettando la spartizione della Polonia l’Unione Sovietica abbia salvato dalle grinfie dei nazisti parte degli ebrei polacchi che ebbero così modo di fuggire più a Est mano a mano che trapelavano le notizie sulla persecuzione degli ebrei (ad esempio tramite la creazione del Ghetto di Varsavia nel 1940).

È quindi quantomeno sorprendente la rivelazione fatta da Alberto Angela sabato sera dal momento che non risulta da nessuna parte questa sorta di “collaborazione” né è sancita dal patto citato durante la trasmissione. Quello che ha detto Angela quindi è falso. Il patto Hitler-Stalin prevedeva invece la possibilità di reinsediamento volontario nei territori sotto il controllo tedesco dei Volksdeutschen ovvero di quei cittadini di etnica tedesca (e lo stesso fu concesso ai russi residenti nei territori occupati dai tedeschi). Anzi l’integrazione dell’accordo prevedeva esplicitamente che l’eventuale trasferimento dovesse avvenire in accordo con le decisioni di ufficiali del governo tedesco e non si vede come mai la Germania dovesse accogliere gli ebrei, visto che non li voleva.

https://www.nextquotidiano.it/alberto-angela-olocausto-russia/

jungle959:

In seguito all’arresto di DomenicoLucano, le registe e produttrici del film documentario Un Paese di Calabria decidono di condividere la loro visione su Riace e per 48 ore, sabato 6 e domenica 7 ottobre, il film sarà disponibile in streaming gratuito a a questo link:

https://vimeo.com/293162180

Passiamo parola!

pochowek:

every culture has a little dish that just translates to “we threw everything into that fucking pot we’re poor”

fuckyeahmarxismleninism:

New York City: Tens of thousands rally and march in solidarity with migrants and refugees, against detention and separation of families, June 30, 2018.

Photos by redguard and Brenda Ryan