Catching Elephant is a theme by Andy Taylor
Chiedo scusa a nome di Stefano per il danno che la sua permanenza al Pertini e la sua morte hanno procurato al buon nome del dott. De Marchis e della dott.ssa Di Carlo. Chiedo scusa per il disturbo arrecato.
Infondo era un tossicodipendente, e non dimentichiamo che era…
(Source: facebook.com)
Bologna. I facchini SiCobas manifestano contro i licenziamenti (di radiorcdc)
“Scarichiamo l’austerità!”. Lo slogan più chiaro gridato nella manifestazione di ieri, da parte dei migranti occupati (e licenziati) nella logistica.
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da Zic - Zero in condotta“Nè divieti nè repressione fermeranno gli scioperi. Avanti fino alla vittoria” e “Siamo tutti facchini, scarichiamo austerita’ e crisi”. Sono alcuni degli striscioni portati in piazza dai facchini che oggi, nel centro di Bologna, hanno partecipato alla manifestazione promossa da Si Cobas, Cobas e Laboratorio Crash. Il corteo, partito poco dopo le 16 da piazza Maggiore, ha percorso via Indipendenza, via dei Mille, via Marconi e via Ugo Bassi, sfilando sotto la Prefettura in piazza Roosevelt per poi concludersi in piazza Nettuno. Almeno un migliaio i manifestanti, moltissimi dei quali migranti, per un corteo che è apparso molto determinato e “carico”.
“Qui a Bologna Granarolo e Coop Adriatica, due fiori all’occhiello della sinistra di questa citta’, hanno licenziato 50 facchini della logistica perche’ avevano osato alzare la testa”, scandisce al megafono un portavoce dei facchini. “Fino a oggi nessuno sapeva che gli addetti della logistica lavorano come schiavi per 700 euro al mese per arricchire le tasche dei padroni. Sono stati licenziati perche’ hanno alzato la testa. Non solo: la commissione di garanzia ha anche deciso che lo sciopero nella logistica deve essere regolamentato e che il profitto dei padroni deve essere comunque salvaguardato, quindi di fatto i licenziamenti sono giusti. Bisogna reagire, perche’ altrimenti non c’e’ futuro. Noi non ci stiamo. Se voi limitate i diritti di sciopero, noi moltiplichiamo gli scioperi”.
Lungo il corteo i manifestanti hanno rilanciato il boicottaggio dei prodotti Granarolo e scandito slogan contro il prefetto, il questore e la Cgil (in particolare passando davanti alla sede del sindacato in via Marconi). Oltre agli striscioni e alle tantissime bandiere rosse dei sindacati di base, i manifestanti hanno portato in corteo anche numerose scatole di cartone con scritto “Scarichiamo la Granarolo”, “Scarichiamo la crisi”, “Scarichiamo l’austerity”.
Da segnalare, inoltre, che il corteo non è stato seguito solo dalle forze dell’ordine ma anche dai Vigili del fuoco. Uno dei nostri inviati ha chiesto ad un pompiere il perchè di questa presenza in piazza. “Ci ha chiamato la Questura dicendo che ci sarebbe stata la possibilità di dover spegnere degli incendi”, ha risposto il Vigile del fuoco.
Ieri, infine, è scesa in piazza anche la comunità turca di Bologna dopo le proteste, duramente represse dalla polizia, scoppiate a Istanbul per difendere un parco pubblico al posto del quale si progetta di realizzare un centro commerciale.
Henry Rollins (via perfumedsecrets)
(Source: mechanicalanimall)
Ho fatto un po’ di ricerca inversa su alcune foto che girano in rete (e qui su tumblr) a sostegno della campagna mediatica per far conoscere la protesta turca.
Moltissimi falsi, foto di partite di calcio, maratone, stock photos e schifezze varie.
Mi domando come mai ci sia tanto interesse a far avere alla faccenda risalto mediatico internazionale, tanto da caricare foto non “vere”.
Spero non ci sia una spinta per realizzare una “primavera” turca mediatica, per spingere nuovi padroni sui seggioloni.
Ovviamente questo non nega la gravità della situazione.
(Source: fonbaligi)
Dopo una serie di manifestazioni pacifiche per preservare una zona ricreativa nel centro città di Istanbul, che si prevede di demolire per costruire un centro commerciale, la polizia turca ha attaccato violentemente i manifestanti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, mirando direttamente ai loro volti e corpi. Decine di manifestanti sono ricoverati in ospedale e l’accesso al parco è bloccato senza alcuna base giuridica. I media turchi, direttamente controllati dal governo o che hanno legami commerciali e politici con esso, si rifiutano di coprire gli incidenti. Anche le agenzie di stampa hanno bloccato il flusso di informazioni.
Per favore, condividete questo messaggio per aiutare il mondo a prendere coscienza dello stato di polizia creato dall’AKP di Recep Tayyip Erdoğan, che è spesso considerato un modello per gli altri paesi del Medio Oriente. La democrazia turca si aspetta il tuo aiuto. Grazie!
Qualcosa è andato storto
meanwhile in Padova
:D
Un corso anti-violenza a Padova? Qualcuno non conosce bene le donne Padovane… XD